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Le origini dei Templari:erano soltanto in
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! Ed in
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, rimasero inizialmente per circa
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anni!
Hugues de Payns insieme ad altri otto
cavalieri (Bysol de Saint Omer, Andrè de Montbard zio di San Bernardo di
Chiaravalle, Archambaud de Saint Aignan, Gondemar, Rossal, Jacques de Montignac,
Philippe de Bordeaux e Nivar de Montdidier) partono dalla Francia per andare in
TerraSanta con lo scopo di difendere i pellegrini dagli attacchi delle bande degli stranieri.
Venivano chiamati inizialmente i "Poveri Cavalieri di Cristo" ed
erano un Ordine monastico e guerriero. Questa fu un’idea veramente
rivoluzionaria per quel tempo! Scavalcò la tradizionale divisione sociale
formata da: Bellatores (coloro che combattevano), Oratores (coloro che
pregavano), e Laboratores (coloro che lavoravano).
I Templari univano alla
mansuetudo del monaco la fortitudo del guerriero I monaci cosiddetti
tradizionali pronunciavano tre voti, ossia obbedienza, povertà e castità: i
Templari, oltre a questi tre voti, ne pronunciavano anche un quarto, cioè lo
"stare in armi", quindi il combattimento armato. Erano dei veri e propri monaci
guerrieri.
Questi nove Cavalieri, si presentarono nell’anno Domini 1119
(1111 secondo altri studiosi) al Re di Gerusalemme Baldovino II mettendosi a
disposizione per la protezione dei pellegrini ed il pattugliamento delle strade
a Gerusalemme e dintorni.
Questi cavalieri, a differenza di tanti altri, non
si presentarono al re vestiti in maniera sfarzosa, con i mantelli pieni di
colori e con le gualdrappe dei loro cavalli pieni di frange dorate e
multicolori, ma erano coperti da un semplice mantello bianco senza nessun altro
fregio o armatura luccicante.
Hugues de Payns sostenne, davanti al re, che
non erano le vesti che facevano i buoni e coraggiosi cavalieri, ma il cuore.
Dopo averli ascoltati, Baldovino II concesse loro come quartier generale
un'ala del monastero fortificato di Nostra Signora di Sion, accanto a quello che
era stato il Tempio di Salomone.
I cavalieri cominciarono così a pattugliare
le strade come promesso al re, il quale fu entusiasta del loro operato. Dopo
poco tempo, il numero dei cavalieri aumentò, cosicché dovettero trasferirsi a
pochi metri, andando ad occupare tutta l'area di quella che era la spianata del
Tempio di Salomone, ossia l'area fra la Moschea della Roccia e la Moschea di
Al-Aqsa.
A questo punto il loro nome fu cambiato in "Ordine dei Poveri
Cavalieri di Cristo e del Tempio di Gerusalemme", e furono più semplicemente
riconosciuti come "Templari".
Questo primo periodo di storia Templare è
contrassegnato dalle grandi difficoltà incontrate, sia dal punto di vista
militare (erano relativamente pochi) sia dal punto di vista economico. Furono
proprio questi i motivi che spinsero Hugues de Payns a tornare in Francia nel
1127 per cercare rinforzi morali ed economici. Proprio in questo momento avviene
la svolta decisiva dell’Ordine del Tempio: Hugues de Payns arriva a Troyes dopo
aver incontrato a Roma il Papa Onorio II. Bisogna ammettere che la creazione
della nuova milizia non aveva precedenti nella storia cristiana, e, anche il
Papa stesso mostrava evidenti segni di imbarazzo.
Certo, i Templari non
furono i primi monaci con altre finalità oltre la preghiera e la meditazione, i
Cavalieri di San Giovanni conosciuti anche come Ospitalieri o Gerosolimitani e
oggi come Cavalieri di Malta già esistevano, ma non avevano il voto delle armi,
si preoccupavano soprattutto della cura dei feriti, degli invalidi e dei
pellegrini più tardi però, sull’esempio Templare imbracciarono anch’essi le
armi.
Per non parlare dei Teutonici, che copiarono sia la Regola Templare,
sia la divisa.
Lo stesso dicasi per gli altri Ordini Cavallereschi,
soprattutto quelli della Penisola Iberica.
Era necessario quindi trovare una
posizione chiara e precisa, ricercando anche una Regola che si adattasse
perfettamente alla situazione. Non è un caso se da questo momento entra in scena
nelle vicende Templari, uno dei personaggi più carismatici ed autorevoli del
tempo: San Bernardo di Chiaravalle appartenente all’ordine monastico nato a
Cistercium (I Cistercensi) e fondatore dell’abbazia di Chiaravalle.
Fu
proprio nel Concilio di Troyes che venne presentata la Regola e
l’Ordine.
Oltre al Papa Onorio II ed allo stesso San Bernardo, erano presenti
anche gli arcivescovi di Reims, Sens, Chartres, Amiens e Tolosa, oltre ai
vescovi di Auxerre, Troyes e Payns. Tutti gli Statuti dell'Ordine furono
approvati e la Regola Templare in blocco fu sottoscritta da tutti e vi fu
apposto il sigillo papale, mentre Hugues di Payns, anch'egli presente al
Concilio, venne nominato Gran Maestro dell'Ordine.
In questo frangente venne
presentato il 'De laude novae militiae' (elogio della nuova milizia),vero e
proprio proclama di esaltazione dell'Ordine Templare, che ebbe non poca
importanza per il successivo sviluppo dell’Ordine.
A Troyes poi i Templari adottarono un motto:
"Non
nobis Domine, non nobis, sed nomini Tuo da gloriam"
, ossia "Non a noi, Signore,
non a noi, ma al Tuo nome da gloria". Anche qui c’è poco da aggiungere, è facile
immaginare come un simile motto potesse accendere gli animi.
San Bernardo
inoltre trasmise ai cavalieri la devozione a Maria e il grande rispetto per la
donna, la Regola infatti cita: "Maria presiedette al principio del nostro
Ordine, ne presieda anche, se questa sarà la volontà del Signore, la fine".
D’esempio per i Templari furono quindi i
Cistercensi e gli Agostiniani, di cui ammirarono la loro vita comunitaria e il
gusto per la liturgia sontuosa.
La Regola Templare era formata da 72
articoli ed era durissima. Veniva vietato qualsiasi contatto con le donne (non
si poteva baciare neanche la madre, ma bisognava salutarla compostamente
chinando il capo), non si poteva andare a caccia, erano banditi il gioco dei
dadi e delle carte, aboliti mimi, giocolieri e tutto ciò che è divertimento, non
si poteva ridere scompostamente, parlare troppo o urlare senza motivo, i capelli
andavano corti o rasi, in inverno la sveglia era alle 4 del mattino, in estate
alle 2, bisognava dormire "in armi" per essere sempre pronto alla battaglia
"...il demonio colpisce di giorno e di notte, quindi che si difenda il Sacro
Sepolcro dall'alba all'alba successiva sempre in armi..."…
C’erano regole
anche sul modo di mangiare e sul modo di vestirsi. Bisognava veramente avere una
sincera vocazione per sottomettersi a tali ferree regole! Dopo questa
approvazione ecclesiastica ufficiale, la fama dell'Ordine del Tempio crebbe
rapidamente ed in modo vertiginoso, con essa aumentò anche la potenza e la
ricchezza dell'Ordine stesso, che ricevette elargizioni e donazioni spontanee
praticamente da ogni strato sociale.
L'Ordine crebbe anche in prestigio, tanto che i cadetti
delle famiglie nobili facevano a gara per entrare nell'Ordine, sia per la loro
sistemazione (non essendo i primogeniti avevano ben pochi diritti in famiglia)
sia per avere un baluardo cristiano in Terrasanta.
Importantissima (anzi vitale) fu la bolla "Omne datum
optimum" del 1139, di papa Innocenzo II che concesse all'Ordine la totale
indipendenza, compreso l'esonero dal pagamento di tasse e gabelle, oltre alla
direttiva secondo la quale l'Ordine non doveva rendere conto a nessuno del suo
operato, tranne che direttamente al Papa. Diventò un organismo a parte con una
posizione molto privilegiata.
Hugues tornò a Gerusalemme con un gran numero
di reclute, che divennero perfetti cavalieri templari combattenti.
Allora il Cavaliere dell’Ordine era il
Guerriero di Dio per antonomasia, ed il suo compito era servire Dio combattendo
l’eresia e le ingiustizie.
Fin dall’800, infatti, i pellegrini che si
recavano al Santo Sepolcro venivano uccisi, derubati, le donne violentate, nel
migliore dei casi veniva imposta loro una forte tassa.
La setta degli
"Assassini" nacque proprio in questo periodo ed aveva come scopo l’uccisione
sistematica dei pellegrini Cristiani.
San Bernardo con
'De laude novae militiae' espresse bene questa mentalità.
Le Crociate
avevano un costo altissimo, sia per gli armamenti, per il viaggio, per la
costruzione di fortezze, e questa spesa non poteva essere affrontata dai soli
Templari, che nei loro monasteri si dedicavano per lo più alla coltivazione e
all’allevamento, per raggiungere i loro scopi c’era bisogno di ben altro. Le
ricchezze ottenute dai Templari furono impensabili e loro stessi furono bravi a
gestirle: non lasciavano il denaro in eccesso a marcire in buie stanze, ma lo
investivano munificamente, soprattutto facendo servizio di tesoreria per nobili
e re e prestando il denaro, certo, da Cristiani non potevano chiedere interessi,
ma sapevano come non subire danni con tariffe di prestito.
Gli affari che
svolgevano erano soprattutto di quattro categorie:
-deposito tributi e somme
di denaro di un principe votatosi alla Crociata
-Trasferimento in TerraSanta
di dette somme
-riscossione delle decime pontificie per le crociate
-prestiti a principi o nobili, che motivassero tale bisogno di denaro con
pii motivi.
A loro è dovuta anche l’invenzione dell’assegno
o della lettera
di cambio: per esempio i pellegrini che si volevano recare in TerraSanta, ma
avevano paura di essere rapinati, potevano lasciare denari in una qualsiasi
magione templare e ricevere una quietanza di riscossione; all’arrivo in
TerraSanta portavano la quietanza nella magione e tornavano in possesso della
somma di denaro lasciata prima della loro partenza.
Da notare che il più
famoso sigillo templare era un cavallo cavalcato da due cavalieri che stava ad
indicare la povertà iniziale dei cavalieri che erano costretti ad andare in due
su un solo cavallo e il dualismo universale delle cose, a cui si rifà il loro
ideale,
cioè la convivenza pacifica in TerraSanta tra la cultura Cristiana e
quella Islamica.
I Templari quindi godevano di un’altissima stima da parte delle
popolazioni Medioevali, li vedevano come la Cavalleria di Cristo, i Templari
erano l’incarnazione del vero spirito Cavalleresco, che Bernardo di Chiaravalle
contribuì ad esaltare con i suoi scritti, ma non solo, scriveva infatti Clemente
III nel 1191: "Consacrati al servizio dell’Onnipotente, vanno considerati parte
della Cavalleria Celeste".
Un aspetto da notare è la scelta gerarchica fatta all’interno dell’Ordine;
l’assoluto rispetto per i superiori, esistevano infatti dei Marescialli, dei
Precettori, dei Balivi, dei Priori, dei Gran Priori.
Era una organizzazione
perfetta, visto che ognuno per la gestione interna era totalmente indipendente
dall'altro, e ognuno doveva rendere conto al suo superiore diretto, fino ad
arrivare al Gran Maestro che era il "primus inter pares".
Agli inizi del XIV sec. i Templari erano diventati così potenti che ormai agivano per conto loro in tutti gli Stati, senza riconoscere autorità alcuna eccetto quella del Pontefice.
Le immense ricchezze accumulate facevano di loro le personalità più ricche e
potenti d’Europa
, tanto che molti sovrani avevano ricorso a loro per prestiti finanziari.
Fu appunto un monarca, il
Re di Francia Filippo IV il Bello
, che decise di porre fine al predominio dei Cavalieri del Tempio (ed al suo debito nei loro confronti che cresceva sempre di più) riuscendo a convincere l’allora papa
Clemente V
a tacciare l’Ordine di eresia e a farlo perseguire.
Inoltre, i templari furono accusati dal vaticano di "connivenza col nemico", in quanto spesso strinsero rapporti di buon vicinato, e di amicizia, con signori musulmani.
Con alcuni di loro, come Usāma b. Munqidh, arrivarono a veri e propri favori, come quello di concedergli di pregare nella Cupola della Roccia, benché già trasformata in chiesa.
Il Papa fu inizialmente ricattato dal Re di Francia, di operare uno scisma separando il suo territorio dalla Chiesa di Roma, ma ciò che spinse definitivamente il papa a distruggere l'ordine dei cavalieri templari furono
le ricerche e indagini storiche che essi effettuavano sulle fondamenta del cattolicesimo
.
Il Papa a questo punto decise la soppressione dell'Ordine.
In sintesi il
Papa tradì i Cavalieri Templari
,che
in nome della Chiesa avevano combatutto sacrificandosi sino alla morte,e complice del Re di francia li cosegnò al loro carnefice.
Ordini segreti vennero inviati a tutti i mandati del Re sul territorio francese, con l'obbligo di apertura simultanea ad una data ben precisa.
Fu così che
venerdì 13 Ottobre 1307
, di primo mattino, per ordine del Re vennero arrestati simultaneamente tutti i Templari di Francia che vennero trovati nelle loro "Commende", tra i quali figurarono il
Gran Maestro Jacques De Molay
, il precettore di Normandia, Geoffrey de Charnay nonché l'ex tesoriere del regno di Francia.
Questa data:
venerdì 13
; fu da allora associata ad un giorno di sventura e disgrazia.
Quasi tutti cavalieri vennero catturati e sotto tortura confessarono ogni tipo di nefandezza che i loro persecutori volessero attribuirgli, molti abiurarono la loro fede, altri furono arsi al rogo.
Nel 1314,il re Filippo il Bello; fece innalzale una catasta di legna su un'isoletta della Senna vennero arsi al rogo Jacques De Molay (ultimo Gran Maestro) e Geoffrey de Charnay.
Una leggenda narra che prima di morire, il Gran Maestro
pronunciò una terribile maledizione contro il Re ed il Papa: «Aspetto davanti al Tribunale di Dio il Re di Francia prima di trecento giorni, ed il papa Clemente V prima di quaranta giorni!».
Ma non fu soltanto una leggenda, poichè di fatto, dopo poco meno di quaranta giorni nella
notte fra il 19 ed il 20 aprile, Clemente V
, morì a Roquemaure-sur-Rhône.
Nel corso dello stesso anno
moriva anche Filippo il Bello
, in seguito ad un incidente di caccia (caduto da cavallo).
Dopo qualche tempo,in circostanze misteriose morirono l'uno dopo l'altro,tutti i discendenti del re, e la famiglia di Filippo il Bello si
estinse totalmente.
Ma cosa è rimasto ai giorni d'oggi di questo magnifico e misterioso Ordine dei Cavalieri Templari?
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